trasformazioni riparazioni e costruzioni moto custom

AP 2.0

AP 2.0Special AP2.0 Guzzi 1100 ie
PREMIAZIONI BIKE SHOW 2025/2026 :

-1°Best in Show AMD alla Biker Fest di Lignano Sabbiadoro UD Maggio 2025 (Italy)
-Top 20 IMC Auto Moto D’Epoca Bologna Fiere 2025 (Italy)
-3° Classificata Free Style al Bike Show INTERNATIONAL 2025  Bigtwin Bikeshow e Expo Houten (Olanda)
-2° Classificata Free Style 2025 Rombo di Tuono Brescia (Italy)
-2° Best in Show 2025 Rombo di Tuono Brescia (Italy)
-Best Customizer 2025 Rombo di Tuono Brescia (Italy)
-1° Classificata Categoria Free Style Premium Selection 2026 MBE Verona Fiere (Italy)

SCHEDA TECNICA: AP 2.0
Generalità:
Nome della Moto: AP 2.0
Motore: Moto Guzzi IE
Cilindrata : 1100 cc
Costruttore : Bepy Moto Service
Anno e tempo di lavorazione : 2024/2025 17 mesi
Motore:
Cilindri : v2
Raffreddamento : aria
Accensione: elettronica
Pistoni : Stock n.2
Cilindri: rilavorati sullo squish e sull’estetica esterna
Testate : Stock ribassate e lavorate in estetica
Valvole : Stock
Iniezione : mappatura centralina elettronica riadattata
Pompa elettrica carburante: esterna con cover in alluminio (home made Bepy)
Scarichi :Collettori 2 in 2 Inox lucidato (home made Bepy)
Tubazioni carburante olio: Inox rigido e treccia di Inox
Preparazione meccanica motore: (Bepy)
Aspirazione: home made in inox e alluminio 2 in 2
Trasmissione :
Primaria : Ingranaggi
Secondaria : cardanica+cinghia dentata
Cambio : 5 marce
Frizione : a secco
Ciclistica:
Telaio : Rigido home made Inox 316 nautico (Bepy)
Forcella : home made con monoammortizzatore e biscottini di movimento Inox (Bepy)
Piastre forcella: alluminio anticorodal (home made Bepy)
Ruota ant. : diametro 21
Pneumatico ant. : Avon Cobra
Cerchio Ant. : a raggi con maggiorazione estetica canale 3.50”+ verniciatura
Freno ant. : n.1 disco Flottante Moto Master Flame diametro 320mm
Pinze freno ant.: n.2 a 4 pistoncini Brembo Verniciate
Tubo freno ant.: Avio Brembo Inox
Pompa freno ant: Brembo modificata
Pompa freno post.: Brembo
Vaschetta olio freno post.: alluminio lavorato al tornio e lucidato diretto su pompa Bepy
Ruota post.: 18”
Pneumatico Post. : 210-40-18 Metzeller
Cerchio Post.: Lega 3 razze con canale lavorato lucidato a specchio e verniciato Blue Elettrico
inchiostro (Bepy)
Pinza freno post.: 2 pistoncini Brembo Verniciata
Portapinza: home made inox lucidato Bepy
Freno post.: Disco Motomaster Flame Diametro 320 mm riadattato
ACCESSORI:
Manubrio : artigianale in tubazione nautica diam. 30Mm Ape (Home made Bepy)
Manopole : home made alluminio+ ottone (Bepy)
Comando gas: a scomparsa con tiraggio interno manubrio (home made Bepy)
Leve freno frizione: a movimento contrario con cavi a vista su pulege in ottone (home made Bepy)
Puntale anteriore motore: serbatoio di 2,5 litri carburante in inox lucidato (home made Bepy)
Puntale posteriore cambio: inox lucidato porta bobine di accensione e parte impianto elettrico
(Bepy)
Serbatoio carburante : home made inox lucidato con tappo a tanica (Bepy)
Pedaline poggiapiedi e comandi : home made alluminio e inox lucidati a specchio (Bepy)
Demoltiplica di sforzo leva frizione: home made Bepy
Sella : in vera pelle con inserti cornice e struttura Inox Lucidato (Bepy)
Valigia post: Inox lucidato contenitore per impianto elettrico Batt. , centraline ecc.
Fanaleria post.: indicatori a led 3 funzioni in 1
Fanale ant.: alluminio verniciato e lucidato diam. 90
Protezione faro ant: home made inox 316 nautico lucidato (Bepy)
Accensione chiave: a telecomando con avviamento a distanza
Accensione luci abbagliante anabbagliante: a telecomando
Accensione indicatori di direzione: a telecomando
Guaine cavi meccanici: Hig Teck con anima in teflon
Impianto elettrico : Bepy Moto Service
Finiture: bulloneria inox e ottone lucidato
Finiture:
Verniciatura: Carrozzeria Romano
Verniciatura a Polvere: V.I.P.
Lucidature Telaio : P.L.M.
Colore parti meccaniche : Blu elettrico ad inchiostro e Ottone lucido
Lucidature alluminio e inox: Bepy
Cenni di Costruzione:
Perchè AP 2.0 ? AP sta per Apoghenesis, 2.0 per una nuova versione del modello precedente. Prima
era una Special (Apoghenesis appunto) che ha partecipato al Campionato Mondiale AMD 2018
dopo essersi piazzata Best in Show alla Biker Fest dello stesso anno, volendo migliorare la
precedente costruzione ho deciso di rivisitarla per intero. Ho mantenuto solo motore e
trasmissione, tutto il resto lo costruito a mano utilizzando Acciaio Inox 316 Nautico. Il cuore
pulsante (motore) è sempre quello della versione precedente anche se rivisitato esteticamente e
preparato meccanicamente per renderlo più prestante. L’utilizzo dell’acciaio 316 arriva da una
precedente esperienza fatta con la Special INOXY costruita nel 2020 e vincitrice del Best in Show
alla Biker Fest nello stesso anno e svariati altri Contest.
Partendo dal motore, il lavoro di trasformazione ha toccato le parti meccaniche interne: gruppi
termici, testate, valvole e cilindri, modificando lo squish per dargli qualche cavallo in più. A livello
estetico ho lavorato le alette di raffreddamento dei cilindri rendendoli più tondi possibile con
passaggio al tornio e lucidatura a specchio, concludendo con la verniciatura del mono blocco di
Blue elettrico ad inchiostro mentre le parti piu esterne con un Ottone lucido a contrasto. Colori che
si riprendono anche su cerchio ant, pinze, piccoli particolari e cerchio post. Il telaio rigido del carro
post. e la forcella ant. prendono una forma a 8 che mi piaceva particolarmente, sono poi venuto a
sapere a moto finita che avevo riprodotto senza saperlo la forma della “Lemniscata intemelia”. La
forcella di mia invenzione ammortizza tramite un monoammortizzatore ancorato al telaio, il
sistema di movimento con 4 biscottini boccolati fa muovere tutto il canotto di sterzo e di
conseguenza tutta la forcella, questa e ancorata da due piastre in alluminio anticorodal lucidato di
40 mm di spessore lavorate dal pieno con fresa manuale. Il manubrio in inox misura 26 cm totali di
altezza, sezione tubi 30 e 25mm con manopole tornite in alluminio lucidato con punte in ottone, le
leve freno frizione sono in alluminio e tirano i cavi in acciaio trecciato su pulege in ottone che
scorrono senza guaina per alcune decine di cm fino ai registri sotto la piastra superiore, da li in poi
si inseriscono in guaine teflonate fino ai servizi definitivi freno ant e frizione. Il freno anteriore
come detto prima, parte con cavo inox trecciato dalla leva e arriva alla pompa idraulica sistemata
sulla parte anteriore del motore tra i gruppi termici e sotto il serbatoio, a finire l’azione di frenata è
l’olio freni che muove le due pinze della Brembo stringendo un disco Flame della Motomaster
diametro 320mm.Il comando gas l’ho costruito con un sistema di tiraggio cavo interno al manubrio.
Il fanale anteriore è in alluminio con fresature estetiche sulla circonferenza e misura 90mm di
diametro, per dargli un po di carattere ho pensato di costruirgli intorno una sorta di gabbia di
protezione con tubi in inox diametro 12mm. La ruota anteriore di 40 raggi e da 21” di diametro, i
raggi sono in inox, su ognuno ho inserito un tubicino in alluminio verniciato a contrasto per
inspessire un pò il diametro del raggio. Il canale e il mozzo sono stati verniciati a polvere con
inchiostro Blue elettrico , come pneumatico monta un Avon Cobra Chrome 120-70-21. Il cerchio
posteriore invece è in lega, completamente autocostruito, è verniciato in Blue con le fresate lasciate
in alluminio lucido, il disco come quello anteriore è un Motomaster Flame da 320 mm frenato da
una pinza Brembo a 2 pistoncini, il Pneumatico posteriore è 210-40-18 un bel ribassato della
Metzeller. Dalla parte opposta si trova una puleggia di trasmissione che ospita la cinghia dentata di
20mm di larghezza. Ho deciso di riproporre la trasmissione a cinghia per la sua silenziosità nel
movimento e la pulizia, tutto rigorosamente studiato e costruito riutilizzando alcune parti della
precedente versione. Il movimento della cinghia e dato dalla coppia conica del Guzzi serie piccola
che riadattata al cambio del 1100 ie prende la trazione del motore. Il telaio rigorosamente in Inox lo
costruito sulla mia dima, saldando pezzo per pezzo tutte le sue parti con saldatura al Tig, saldature
che sono poi state lavorate e addolcite per poterle poi lucidare a specchio dai miei collaboratori
esterni della PLM.1986.
Tra le tubazioni canotto e tubi del telaio, ho inserito il primo serbatoio del carburante con forma
geometrica in Inox costruito con lamiera da 25dcm capienza 4lt, il tappo è in alluminio anticorodal
e ricorda la forma di quello delle taniche in lamiera, ha la chiusura di sicurezza e catenella per non
perdere la coppiglia di chiusura, i sostegni del serbatoio sono 2 archetti appositamente costruiti in
Inox ancorati al monotrave del telaio. Il secondo e ultimo serbatoio è formato dal puntale anteriore
che rifinisce il motore anche questo in inox spessore 25 dcm. La pompa elettrica sistemata con la
sua cover sul tubo del telaio lato sx, aspira il carburante dal basso portandolo tramite tubi in inox e
treccia di inox fino alla valvola di recupero sistemata sopra il serbatoio superiore, per poi spingerlo
al corpo farfallato dell aspirazione. L’aspirazione dell’aria dell’iniezione passa attraverso due corpi
curvi in inox e due filtri torniti in alluminio anticorodal rivolti verso l’alto, all’interno ho inserito
una griglietta in alluminio verniciata in Ottone lucido per fermare le impurità più grosse. La
costruzione della cover inox del corpo farfallato dell’iniezione e stata necessaria, per coprire le
forme poco armoniose dell’aspirazione. Il trave centrale del telaio, si allunga verso la parte
posteriore della moto , dove sull’estremità ho ancorato la sella mono con la sospensione a molle.La
cornice della sella lo costruita con del tubo di inox diametro 12 mm,la scocca , con lamiera da
25dcm lucidata a specchio, in fine le cover delle molle sono di alluminio anticorodal tornito e
lucidato , mentre le molle stesse lavorano su due steli sempre in acciaio che scorrono sul sostegno
saldato al telaio. Il rivestimento della sella è in vera pelle Marrone Vintage con un inserto centrale
di pelle forata Black, all’interno dei forellini si intravede della pelle di colore blue, le cuciture e il
mio Tribale in rilievo la completano.
Sotto la seduta ci sono i due micro fanalini cromati 3 in 1 , gli ho creato una sorta di sostegno che
nasconde al suo interno i cavi elettrici, questi passano all’interno del telaio come quelli del faro ant.
completamente a scomparsa come tutto il resto dell’impianto della moto. Mi piaceva l’idea di
montargli una valigia e così ne ho costruita una in Inox, sempre di spessore 25dcm, la forma del
coperchio riprende la curvatura del carro post. del telaio, questo per non rovinare l’armonia delle
linee posteriori. Questa valigia serve per nascondere tutto quello che riguarda l’impianto elettrico
che comprende: centralina,regolatore di tensione, centraline delle bobine, batteria, relè, fusibili e
centralina di comando a frequenza, quest’ultima viene azionata da un telecomando con tutte le
funzioni necessarie per il funzionamento della moto ( avviamento, accensione luci, freccie,
emergenze e spegnimento). Non ci sono comandi elettrici a vista ma la moto funziona perfettamente
con il suo telecomando. I due collettori di scarico li ho costruiti con una forma contraria rispetto a
quelli del Guzzi originali, invece di farli passare verso il basso, questi si alzano verso il serbatoio
passando a pochi cm dal telaio, finiscono sotto la sella girando uno a dx e l’altro a sx, l’idea era
quella che sembrassero parte della tubazione del telaio, anche loro come il serbatoio sono sostenuti
da un archetto ancorato al telaio. Il puntale post sotto motore lo studiato appositamente per
contenere le due bobine di accensione e parte dell’impianto elettrico, i suoi supporti fungono anche
da ornamento per la scatola del cambio della moto. Verticali ai due cilindri ho modellato i tubi in
Inox che ospitano i cavi delle candele, il tappo del carico olio motore l’ho lavorato con il tornio e
fresa manuale. Tutte le singole parti sono state costruite da me, dal telaio alla più piccola boccola in
ottone, all’impianto elettrico, alle lucidature dei piccoli particolari, una mole di ore di lavoro e
progettazione. L’intento e stato quello di creare una motocicletta che non nascondesse nessuna delle
sue parti, ma anzi che esaltasse il più possibile la finitura dei piccoli particolari. Senza
sovrastrutture il tutto e completamente a vista.
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